La liturgia della Chiesa
La Chiesa è la famiglia umana di Dio formata dai veri
cristiani che, rinati alla vita divina nel battesimo, credono
nella parola di Gesù, partecipano ai suoi sacramenti
e ubbidiscono ai pastori da lui stabiliti.
La liturgia è la celebrazione della Chiesa che rende
attuale, mediante azioni simboliche, il mistero pasquale:
passione, morte, risurrezione e glorificazione di Gesù
Cristo, centro della storia della salvezza, in attesa della
sua venuta finale.
Nei rapporti umani segni e simboli occupano un posto importante:
sorrisi, lacrime, abbracci, baci, strette di mano sono gesti
che rafforzano le parole, toccano il cuore, plasmano la personalità,
favoriscono l'incontro con l'altro. La stessa cosa avviene
nella relazione dell'uomo con Dio. L'esperienza religiosa,
in tutti i tempi e a tutte le latitudini, si serve del linguaggio
simbolico, organizzato in riti, per incontrare la divinità.
Celebrare è quindi incontrare il Cristo morto e risorto,
vivo, presente in mezzo a noi! E' Cristo che celebra: è
lui che battezza, riconcilia, consacra e benedice! Quindi
la liturgia è azione di Cristo, eterno sacerdote, che
intimamente unito alla Chiesa (suo corpo) santifica gli uomini
e loda e ringrazia il Padre.
La Chiesa, nella liturgia, scandisce i giorni dell'anno e
le ore del giorno celebrando il mistero di Cristo nei suoi
vari momenti e aspetti attraverso i sette sacramenti, l'anno
liturgico, la liturgia delle ore, le benedizioni.
Nella celebrazione liturgica nulla è lasciato al caso,
ma tutti: celebrante, ministri e popolo, secondo i rispettivi
compiti, collaborano al suo completo e perfetto svolgimento.
Simboli liturgici
Chiesa: è il luogo dell'incontro dell'assemblea con
Dio e simbolo della comunità stessa (la Chiesa sono
tutti i battezzati), il vero tempio vivo di Dio riunito in
quell'edificio sacro.
Altare: è il luogo del sacrificio della vittima; per
il cristiano è croce e mensa per la cena, simbolo di
Cristo che è altare, vittima e sacerdote.
Sede: è il luogo per il celebrante che presiede.
Ambone: è la sede per la proclamazione della Parola
di Dio.
Tabernacolo: richiama la tenda dell'arca dell'alleanza anche
nella sua forma attuale; vi si conserva l'Eucarestia.
Fonte battesimale: è di forma ottagonale o rotonda;
indica il passaggio dal mondo terrestre (simboleggiato dal
quadrato) a quello celeste (simboleggiato dal cerchio, segno
di perfezione).
Acqua: è il simbolo della vita, lava, rinnova e indica
l'effusione dello Spirito Santo sui battezzati (Gv.4,13 s.).
Pane: alimento fondamentale per la vita è segno di
ogni dono del Creatore, padrone della pioggia e delle messi.
Si mangia per vivere, ma in comunione festosa con i fratelli.
Nella Bibbia è anche simbolo del banchetto celeste
e della presenza di Dio in mezzo ai suoi.
Nell'Eucarestia ci nutriamo di Cristo fonte di vita eterna.
Il pane è spezzato per condividerlo, perché
nutrendoci di Cristo diventiamo sempre più Chiesa:
comunità di fratelli in Cristo.
Vino: per Israele è segno di prosperità e di
vita, dell'amore di Dio e del compimento delle promesse messianiche
alla fine dei tempi. Gesù inizia la sua missione trasformando
l'acqua in vino a Cana, indicando così l'inizio dei
tempi nuovi.
Calice del vino: è simbolo dell'amarezza della vita.
Gesù nel Getzemani dice: "Padre, se è possibile,
allontana da me questo calice" (Lc. 22,42). Nella messa
si fa memoria di un dono luminoso che passa però attraverso
la croce. Il vino è segno del sangue sparso sulla croce,
fondamento dell'alleanza eterna tra Dio e l'umanità,
che siamo chiamati a ravvivare nell'offerta quotidiana di
noi stessi, nelle opere di carità, nell'attesa della
venuta ultima del Signore.
Sacro Crisma: era usato nel Vecchio Testamento per consacrare
sacerdoti, re e profeti; oggi è usato nel battesimo
cresima e ordine.
Candele, cero pasquale: rimandano a Cristo luce.
Olio: è simbolo di abbondanza e di gioia ed è
usato per dare forza (agli atleti) e per curare.
Sale: dà sapore e protegge dalla corruzione. Si usava
nel battesimo. Noi battezzati abbiamo il sapore di Cristo
e possiamo resistere alla corruzione del mondo.
Fuoco: purifica, illumina, riscalda.
Incenso: bruciato in onore di Dio, è effuso su tutti
i simboli che rimandano a Gesù: altare, celebrante,
crocifisso, vangelo, pane e vino, assemblea, Eucarestia.
Canto e musica: danno un tocco sublime di bellezza espressiva
alla preghiera per favorire la partecipazione unanime dell'assemblea,
e la fusione dei cuori.
Sacre immagini: risvegliano e nutrono la fede nel Mistero
di Cristo.
Paramenti: sono gli abiti indossati dal celebrante per la
liturgia che lo differenziano da tutti assimilandolo, anche
esteriormente, a Cristo.
--- Camice: largo vestito di colore bianco: ricorda la veste
candida del battesimo.
--- Stola: simbolo delle funzioni sacerdotali; Casula (o pianeta)
a forma d'ampio mantello. Assumono colore diverso nei vari
tempi dell'anno liturgico.
--- Bianco: è il colore di Dio che è luce e
splendore; si usa a Natale, Pasqua, nelle feste del Signore,
di Maria, dei santi.
--- Rosso: richiama il fuoco dello Spirito Santo, il fuoco
dell'amore capace di arrivare fino all'effusione del sangue.
Si usa nella Domenica delle Palme, il Venerdì Santo,
a Pentecoste e nelle feste dei martiri.
--- Verde: è il colore della speranza e della crescita
(in primavera la natura si risveglia diventando verde). E'
usato nelle domeniche ordinarie.
--- Viola: è il colore dell'autunno (la natura che
muore), della sofferenza e del sacrificio. Si usa in Avvento,
Quaresima e nelle messe dei defunti.
I gesti nella liturgia
Ogni volta che, convocati da Dio mediante il suono delle campane,
entriamo nella sua casa per una celebrazione, oltrepassiamo
la soglia, consapevoli che Gesù è la "porta"
della salvezza.
Il segno di Croce con l'acqua benedetta indica la nostra appartenenza
a Cristo. L'acqua, richiamandoci il Battesimo, esprime il
desiderio di purificazione.
Genuflessione, stare in ginocchio: è la posizione che
ci fa riconoscere piccoli davanti a Dio per esprimergli amore
e adorazione.
In piedi: è l'atteggiamento che indica la nuova realtà
di risorti a vita nuova; i vivi stanno in piedi, i morti a
terra.
Seduti: è la posizione del dialogo per meglio comunicare
con Dio.
Mani giunte: è gesto di sottomissione al Signore. Così
nella storia i vassalli medievali promettevano fedeltà
ai feudatari.
Braccia allargate ed elevate: è il gesto abituale della
preghiera del celebrante che richiama l'invocazione e la speranza
di salvezza. E' il gesto che nasce spontaneo per esprimere
gioia, dolore, attesa, speranza. Al cristiano, inoltre, richiama
Gesù crocifisso.
Mani distese: gesto frequente di Gesù: è il
gesto proprio dell'invocazione dello Spirito Santo su persone
o cose.
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