
Questo post é stato letto 13460 volte!
LO SPETTACOLO “VANDELLI CANTA BATTISTI” INCANTA CATANZARO
“Capire tu non puoi. Tu chiamale, se vuoi, emozioni” recita un iconico verso a sua volta “cuore pulsante” di un brano altrettanto iconico scritto da Lucio Battisti e da Mogol. Leggende, questi ultimi, della musica italiana e non solo. Parafrasando, quindi, tale brano diviene altamente doveroso affermare che si è trattato appunto di Emozioni (la E maiuscola diviene d’obbligo ndr) quelle che il grande Maurizio Vandelli ha conferito al pubblico, eterogeneo, del Teatro Politeama di Catanzaro tramite il proprio spettacolo “Vandelli canta Battisti”.
Un evento voluto e curato, in ogni dettaglio, da Ruggero Pegna: non soltanto un validissimo promoter, ma un divulgatore di cultura ed un professionista serio che con i sui “Fatti di Musica” ha fatto giungere in Calabria, nel tempo, Artisti di enorme rilievo. Vandelli, leader storico della mitica Equipe 84, oltre ad aver coinvolto ed incantato i presenti, ha recuperato atmosfere perdute nonché elementi artistico – culturali più che mai vitali (specie nei periodi che stiamo vivendo).
Artista eclettico e di talento Vandelli che, in quel di Modena negli anni 60 del secolo scorso, “allestisce” la formazione di una band simbolo del beat all’italiana: l’Equipe 84 appunto. Da Io ho in mente te a Tutta mia la città passando per Un angelo blu il passo, verso la leggenda è breve. Furono gli stessi Beatles ad asserire (tramite John Lennon) che l’Equipe 84 fosse “la band più in linea con i tempi”. Le intuizioni artistiche di Vandelli, però, vanno oltre le azzeccate cover dei primi brani (forieri della conduzione della band al successo). L’artista modenese ama sperimentare, arrangiare, produrre. L’occasione di dar voce a tutto ciò si presenta quando un giovane Lucio Battisti, seduto al pianoforte dell’etichetta discografica Ricordi di Milano, gli fa ascoltare un brano destinato a sovvertire, stravolgere e ristabilire la forma della “canzone” in Italia. Il brano in questione è “29 Settembre”.
Battisti, che non interpretava ancora i propri brani ma si muoveva come autore, incassa da Maurizio Vandelli una promessa concreta: “Lucio questa te la incidiamo”. Attraverso “29 Settembre” Vandelli dimostra il proprio talento, non solo come interprete, ma come arrangiatore, strumentista dai gusti raffinati ed innovativi. Sfruttando al massimo la “limitata” tecnologia dell’epoca l’artista inserisce (in concerto con l’autore) sonorità all’avanguardia che determinano un successo inarrestabile del brano. Oltre Battisti vanno ricordate le collaborazioni illustri di Vandelli con diversi artisti della scena nazionale ed internazionale: tra questi spiccano i lavori sviluppati con il mitico Francesco Guccini. Uno dei pilastri della musica italiana. Ma torniamo all’evento.
La serata in teatro, a Catanzaro, ha suscitato nel sottoscritto ed in tutti i presenti “emozioni” diverse, ma nel contempo fortemente analoghe. Dopo aver incontrato personalmente Vandelli, disponibile e gentilissimo, assolvo a codesta prima parte. Mi accingo, poi, a prender posto in teatro per godermi lo spettacolo. Attraverso la voce dell’artista, supportato da una band validissima, si dipanano fortemente quelle “emozioni” di cui ho fatto “uso e abuso” sino ad ora. Definire in altro modo quei momenti mi pare impossibile! Si concretizza un vortice di canzoni che, l’una dietro l’altra, stravolgono l’animo dei presenti ed inducono ad una sorta di catarsi collettiva.
La musica ha un potere fortemente rievocativo ed ecco che, attraverso le canzoni del grande Battisti, “raccontate” con una nuova veste da Vandelli, riemergono ricordi, atmosfere ed eventi che hanno scandito la mia vita e quella dei presenti. Oltre un cinquantennio di musica si è aperto innanzi a noi come una sorta di ventaglio. Abbiamo riassaporato, per un breve istante, il perduto passato fortificando (con i valori e le aspirazioni di allora) il nostro percorso verso il futuro.
Vandelli ha coinvolto, brano dopo brano, un pubblico divenuto sin da subito parte integrante dell’evento. Erano le persone a cantare assieme a Vandelli quelle iconiche canzoni! Proprio quelle persone a cui erano rivolte e dalle quali, a suo tempo, Lucio Battisti e Mogol avevano preso spunto per creare quelle “storie” così curate in musica e così raffinate dal punto di vista poetico. Il resto è storia dunque. Storia del nostro Paese e della nostra Cultura. “Fatti di Musica” che hanno scandito la nostra vita quasi come una sorta di sigillo, di marchio. Come tutte le “cose belle”, però, anche l’atmosfera elettrizzante del Politeama di Catanzaro si congeda a noi doverosamente (ma senza placarsi).
L’ultimo brano eseguito da Vandelli è come una sorta di colpo al cuore. Lo spettacolo termina. La “macchina del tempo” ha compiuto il proprio viaggio. Ma le emozioni, che ritornano prepotenti ancora una volta, restano con chi ha assistito all’evento con la giusta predisposizione. Il caloroso applauso saluta il grande Artista e conferisce il benvenuto, nell’animo dei presenti, alla gioia ed alla genuinità di un evento collocato nel tempo, ma ormai divenuto senza tempo.
LO SPETTACOLO “VANDELLI CANTA BATTISTI” INCANTA CATANZARO
“Capire tu non puoi. Tu chiamale, se vuoi, emozioni” recita un iconico verso a sua volta “cuore pulsante” di un brano altrettanto iconico scritto da Lucio Battisti e da Mogol. Leggende, questi ultimi, della musica italiana e non solo. Parafrasando, quindi, tale brano diviene altamente doveroso affermare che si è trattato appunto di Emozioni (la E maiuscola diviene d’obbligo ndr) quelle che il grande Maurizio Vandelli ha conferito al pubblico, eterogeneo, del Teatro Politeama di Catanzaro tramite il proprio spettacolo “Vandelli canta Battisti”. Un evento voluto e curato, in ogni dettaglio, da Ruggero Pegna: non soltanto un validissimo promoter, ma un divulgatore di cultura ed un professionista serio che con i sui “Fatti di Musica” ha fatto giungere in Calabria, nel tempo, Artisti di enorme rilievo. Vandelli, leader storico della mitica Equipe 84, oltre ad aver coinvolto ed incantato i presenti, ha recuperato atmosfere perdute nonché elementi artistico – culturali più che mai vitali (specie nei periodi che stiamo vivendo). Artista eclettico e di talento Vandelli che, in quel di Modena negli anni 60 del secolo scorso, “allestisce” la formazione di una band simbolo del beat all’italiana: l’Equipe 84 appunto. Da Io ho in mente te a Tutta mia la città passando per Un angelo blu il passo, verso la leggenda è breve. Furono gli stessi Beatles ad asserire (tramite John Lennon) che l’Equipe 84 fosse “la band più in linea con i tempi”. Le intuizioni artistiche di Vandelli, però, vanno oltre le azzeccate cover dei primi brani (forieri della conduzione della band al successo). L’artista modenese ama sperimentare, arrangiare, produrre. L’occasione di dar voce a tutto ciò si presenta quando un giovane Lucio Battisti, seduto al pianoforte dell’etichetta discografica Ricordi di Milano, gli fa ascoltare un brano destinato a sovvertire, stravolgere e ristabilire la forma della “canzone” in Italia. Il brano in questione è “29 Settembre”. Battisti, che non interpretava ancora i propri brani ma si muoveva come autore, incassa da Maurizio Vandelli una promessa concreta: “Lucio questa te la incidiamo”. Attraverso “29 Settembre” Vandelli dimostra il proprio talento, non solo come interprete, ma come arrangiatore, strumentista dai gusti raffinati ed innovativi. Sfruttando al massimo la “limitata” tecnologia dell’epoca l’artista inserisce (in concerto con l’autore) sonorità all’avanguardia che determinano un successo inarrestabile del brano. Oltre Battisti vanno ricordate le collaborazioni illustri di Vandelli con diversi artisti della scena nazionale ed internazionale: tra questi spiccano i lavori sviluppati con il mitico Francesco Guccini. Uno dei pilastri della musica italiana. Ma torniamo all’evento. La serata in teatro, a Catanzaro, ha suscitato nel sottoscritto ed in tutti i presenti “emozioni” diverse, ma nel contempo fortemente analoghe. Dopo aver incontrato personalmente Vandelli, disponibile e gentilissimo, assolvo a codesta prima parte. Mi accingo, poi, a prender posto in teatro per godermi lo spettacolo. Attraverso la voce dell’artista, supportato da una band validissima, si dipanano fortemente quelle “emozioni” di cui ho fatto “uso e abuso” sino ad ora. Definire in altro modo quei momenti mi pare impossibile! Si concretizza un vortice di canzoni che, l’una dietro l’altra, stravolgono l’animo dei presenti ed inducono ad una sorta di catarsi collettiva. La musica ha un potere fortemente rievocativo ed ecco che, attraverso le canzoni del grande Battisti, “raccontate” con una nuova veste da Vandelli, riemergono ricordi, atmosfere ed eventi che hanno scandito la mia vita e quella dei presenti. Oltre un cinquantennio di musica si è aperto innanzi a noi come una sorta di ventaglio. Abbiamo riassaporato, per un breve istante, il perduto passato fortificando (con i valori e le aspirazioni di allora) il nostro percorso verso il futuro. Vandelli ha coinvolto, brano dopo brano, un pubblico divenuto sin da subito parte integrante dell’evento. Erano le persone a cantare assieme a Vandelli quelle iconiche canzoni! Proprio quelle persone a cui erano rivolte e dalle quali, a suo tempo, Lucio Battisti e Mogol avevano preso spunto per creare quelle “storie” così curate in musica e così raffinate dal punto di vista poetico. Il resto è storia dunque. Storia del nostro Paese e della nostra Cultura. “Fatti di Musica” che hanno scandito la nostra vita quasi come una sorta di sigillo, di marchio. Come tutte le “cose belle”, però, anche l’atmosfera elettrizzante del Politeama di Catanzaro si congeda a noi doverosamente (ma senza placarsi). L’ultimo brano eseguito da Vandelli è come una sorta di colpo al cuore. Lo spettacolo termina. La “macchina del tempo” ha compiuto il proprio viaggio. Ma le emozioni, che ritornano prepotenti ancora una volta, restano con chi ha assistito all’evento con la giusta predisposizione. Il caloroso applauso saluta il grande Artista e conferisce il benvenuto, nell’animo dei presenti, alla gioia ed alla genuinità di un evento collocato nel tempo, ma ormai divenuto senza tempo. Anche Lucio Battisti, attraverso il proprio sguardo attento e curioso, avrà ascoltato da lassù l’amico Maurizio nell’esecuzione di quei brani e, ne sono sicuro, avrà apprezzato ed approvato con quel sorriso timido e tipico. Il percorso artistico di Vandelli continua; così come i “Fatti di Musica” di Ruggero Pegna che, con le performance degli Artisti più celebri e più amati, continueranno a raccontare intensi e profondi attimi di vita. Anche Lucio Battisti, attraverso il proprio sguardo attento e curioso, avrà ascoltato da lassù l’amico Maurizio nell’esecuzione di quei brani e, ne sono sicuro, avrà apprezzato ed approvato con quel sorriso timido e tipico. Il percorso artistico di Vandelli continua; così come i “Fatti di Musica” di Ruggero Pegna che, con le performance degli Artisti più celebri e più amati, continueranno a raccontare intensi e profondi attimi di vita.
Questo post é stato letto 13460 volte!